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Trasporti internazionali 2022, per la gomma costi in aumento del 20%

Secondo l’indagine della Banca d’Italia l’incidenza dei costi di trasporto sul valore delle merci esportate e importate dall’Italia è salita in generale per il terzo anno consecutivo rispettivamente al 3,5 e 5%

Nel trasporto merci su strada del 2022 si è registrato un incremento di quasi il 20% dei costi medi stradali per tonnellata. Lo svela un’indagine della Banca d’Italia sui trasporti internazionali di merci dello scorso anno, confermando il trend negativo in auge da tre anni a questa parte.

L’aumento ha interessato i carichi completi e, in misura maggiore, quelli parziali (vedi schema sotto).

Oltre al significativo aumento dei volumi movimentati, il rialzo è dovuto ai prezzi più elevati dei carburanti, pur contenuti dagli interventi governativi, al rincaro dei costi di manutenzione e, indirettamente, all’entrata in vigore del Mobility Package (le nuove normative europee sui tempi di guida e di riposo e il cabotaggio, introdotte nel febbraio 2022) per le maggiori restrizioni applicate.

Quasi tutte le aree geografiche sono state interessate dall’aumento, con i noli da e verso il Regno Unito che hanno risentito dei maggiori costi doganali e amministrativi a seguito della Brexit. Anche in termini reali – ovvero valutati in rapporto agli indici dei prezzi alla produzione dei manufatti venduti sui mercati esteri o di quelli importati, rispettivamente saliti dell’11,9 e dell’11,2% rispetto al 2021 − i costi medi stradali sono cresciuti, segnando il valore massimo dal 2005 per quelli all’importazione.

Per quanto riguarda poi l’andamento generale dei trasporti internazionali (comprendente quelli ferroviari, navali, aerei e di trasporto gas metano), l’incidenza dei costi di trasporto sul valore delle merci esportate e importate dall’Italia è salita per il terzo anno consecutivo, rispettivamente al 3,5 e 5% (da 3,4 e 4,8 nel 2021).

«Il rilevante incremento dei noli in termini nominali, avvenuto in un contesto di significativi rialzi dei prezzi dei beni oggetto di commercio internazionale – spiega ancora il report della Banca d’Italia – ha caratterizzato quasi tutti i comparti, riflettendo sia l’espansione degli scambi sia il rincaro dei carburanti. A queste tendenze generali si sono aggiunti fattori specifici ai singoli settori, quali l’impatto delle tensioni geopolitiche sul bulk liquido (trasporto di petrolio e derivati) e le limitazioni dal lato dell’offerta nella movimentazione navale di container, particolarmente acute nella prima metà del 2022. Quest’ultimo comparto non è stato l’unico a registrare un andamento fortemente differenziato dei noli nell’arco dell’anno: a un incremento nei primi mesi si è frequentemente contrapposta una flessione nel secondo semestre».


In termini reali, i costi del trasporto aereo, di quello navale container e bulk liquido e di quello stradale si sono attestati nella media dell’anno su livelli corrispondenti o vicini ai massimi storici. In presenza di quote di mercato dei vettori italiani in lieve calo, gli incrementi dei noli e delle quantità movimentate hanno determinato nella bilancia dei pagamenti dell’Italia un ulteriore deterioramento del deficit dei trasporti mercantili, che ha registrato un nuovo massimo storico (-14,4 miliardi di euro, da -10,7 nel 2021).

Ricordiamo che la Banca d’Italia conduce dal 1999 questa indagine campionaria presso gli operatori del trasporto internazionale di merci per raccogliere le informazioni necessarie alla compilazione della bilancia dei pagamenti.

L’analisi relativa al 2022 ha riguardato 216 imprese che operano in Italia e ha rilevato quasi 8.000 “spedizioni tipo”.

I principali risultati sono presentati per singolo mezzo di trasporto e per origine o destinazione del carico. I costi sono valutati ai prezzi di mercato in euro per tonnellata e includono i servizi di trasporto accessori (ad esempio carico e scarico, pedaggi autostradali, ecc.). I costi sono calcolati come media per regione di origine o destinazione e ponderati per il volume del trasporto. Pertanto, i costi che variano nel tempo riflettono la composizione geografica dei volumi di trasporto. Infine, esistono anche tipologie in cui il prezzo negoziato sul mercato si riferisce alle unità (come nel caso dei container) o al carico totale, piuttosto che al peso. In questo caso, il costo per tonnellata è influenzato anche dalle variazioni del volume medio di trasporto.

Giorgio Petrolo

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